This is England

Personal Infos
Name: 
Gresleri
First Name: 
Lapo
Category: 
cult
Language: 
Italian
This is England

Inghilterra, 1983. Shaun è rimasto da poco orfano di padre, deceduto nella Guerra delle Falkland. Oggetto a scuola di sberleffi e insulti, il ragazzino trova affetto e gratificazione in un gruppo di skinheads mod, outsiders e disadattati come lui, che lo accolgono come un fratello minore. La vita sembra finalmente sorridergli, almeno finché nel gruppo non rientra Combo, trentenne appena uscito di prigione, dove ha abbracciato le tendenze nazionaliste e xenofobe del movimento e che cerca di convincere i compagni di un tempo ad affiancarlo nella battaglia per la purezza e l'onore della Nazione. Shaun viene così coinvolto in un circuito di violenze e soprusi, fino a quello estremo su un suo amico, esperienza che lo segna indelebilmente, facendolo crescere grazie a una scelta decisiva per la sua vita.

Shane Meadows (Ventiquattrosette, Dead man's shoes – Cinque giorni di vendetta) sceglie la struttura del racconto di formazione per questo film del 2006, presentato e premiato a numerosi festival, ma giunto in Italia solo lo scorso agosto, vero e proprio caso cinematografico inglese, da cui – al pari degli italiani Quo vadis, baby? e Romanzo criminale – sono nate due serie televisive di altrettanto successo (This is England '86 e This is England '88), incentrate sull'evoluzione delle vicende narrate nel film, rispettivamente tre e cinque anni dopo. Con uno stile simile a quello dei fratelli Dardenne – caratterizzato da una onnipresente, ma mai invasiva macchina a spalla "a pedinare” zavattinamente gli attori – e uno sguardo umano e sensibile volto ai suoi personaggi degno di Mike Leigh, Meadows realizza un affresco sociale dell'Inghilterra proletaria ed emarginata degli anni Ottanta di grande forza e coraggio. Non solo perché racconta un disagio di classe – allora come oggi presente, e non solo in Gran Bretagna –, che il Governo Thatcher cercava di nascondere dietro un'immagine ordinata e laboriosa del Paese (come dimostra la sequenza found footage in apertura del film), ma soprattutto per la capacità quasi sociologica di analizzare tale condizione, mettendone in luce le cause e gli effetti sulle principali vittime, i meno istruiti e meno abbienti.

A differenza del connazionale Ken Loach, il regista non sembra tuttavia mosso dalla propria appartenenza politica, e quindi dalla visione della problematica che da essa scaturisce, ma piuttosto da un evidente spirito civile, che lo porta a interrogarsi sulla difficile quanto necessaria risoluzione dell'emarginazione sociale di ceti o etnie all'interno di un contesto comunitario multirazziale. L'ambientazione nella periferia inglese di trent'anni fa, pur se ricostruita con dovizia negli abiti, negli arredi e nelle musiche, non è quindi che un pretesto per un discorso più ambizioso e ampio sulla contemporaneità. Allo stesso modo i personaggi diventano modelli, trasferibili e adattabili a dimensioni culturali anche lontane ma fondamentalmente identiche. In particolare, il moderno Pinocchio Shaun si fa simbolo di un'adolescenza difficile, minata com'è dall'ostico ambiente circostante. Uno spazio collettivo dove rabbia e frustrazione sono di casa e che trovano sfogo in atti più o meno estremi, dure testimonianze di una realtà umana ostacolata ma non per questo priva della dignità e del diritto di essere vissuta.