La guerra è dichiarata

Personal Infos
Name: 
Zeni
First Name: 
Giulia
Category: 
review
Language: 
Italian
La guerra è dichiarata

Graffiati dallo stridore di una risonanza magnetica, siamo catapultati in una storia di suoni. La musica scandisce il battito dei cuori di due giovani innamoratisi a una festa, quello di un figlio con un segreto irrivelabile. Note elettroniche, flussi punk-rock e luci psichedeliche fanno da sfondo alla conoscenza quasi predestinata di Roméo e Juliette. Per le strade di Parigi si innamoreranno rincorrendosi come i fiati di un Minuetto di Bach, mangiando un gelato, leggendo libri schiena contro schiena nei parchi e girando in due su una bici, come ragazzini che marinano la scuola e respirano libertà. Il tono scanzonato de La fac de Lettres di Jacqueline Taieb sta sospeso in un'aria leggera, come un amore che nasce e spera in un futuro. Piccole gioie e piccoli dispiaceri. Complementi di normalità in due vite non più da studenti, ma ancora segnate da Sartre e Bergson.

Big beat electro è una stilettata al fegato, un affannoso respiro che per 3.23 minuti tenta invano di trasformarsi in parole. Sillabe mozzate, senza capo né coda. Ah, sciu, sc, a, ah- - -. Una voce robotica si intromette a disturbare disperati tentativi d'espressione: è la ricerca di una normalità che non ha spazio di esistere sin dal primo vagito. Come mitragliatrici di videogiochi, raffiche di note fanno da scheletro a un brano senza cuore fino a diventare carne. Juliette corre passi sconnessi nei corridoi di un ospedale marsigliese, collassando a terra disperata. Inizia così questa guerra involontariamente dichiarata. Vivaldi porta il primo movimento dell'Inverno nella quotidianità dei due neo genitori: il cranio del piccolo Adam nasconde un carcinoma carceriere e dittatore. Respiri mozzati, urli soffocati, pugni lanciati nel vuoto: deboli valvole di sfogo contro un male che non molla. E' questa la vera storia della regista Valérie Donzelli e del suo compagno Jérémie Elkaïm, ma soprattutto è la vera storia di loro figlio, che a otto anni ha sconfitto il mostro che dal primo giorno aveva minacciato di abbassare il volume della sua canzone.

La guerra è dichiarata scaglia oltre lo schermo sensazioni taglienti sin dai primi fotogrammi, non c'è tempo per acclimatarsi in una comoda realtà e scivolare piano nell'insidia. Il cancro uccide dal suo nascondiglio invisibile, è un protagonista impalpabile e per questo annichilente. Ma a tanta pesantezza la risposta è il coraggio di due genitori, che grazie anche alla leggerezza dei loro anni prendono a sberle il male fino alla resa. La chitarra di Luiz Bonfá suona placida la risposta alla sfida lanciata da un destino inclemente. Stoicismo, maturità, grinta e tanta speranza. "Perché è capitato proprio a noi? Perché noi potevamo farcela". Sono passati quasi dieci anni dall'inizio della guerra, alcune alleanze si sono sciolte. Ma il carceriere è stato a suo volta rinchiuso in una scatola di piombo e gettato a mare. Sulla spiaggia un bambino sano e le sue due colonne portanti danzano in slow motion sulle note di The Bell Tolls Five. Tre corpi semi-liquidi lasciano terra, si librano in aria, guardano il cielo.