Il prigioniero di Azkaban: Harry Potter e gli "uomini imperfetti"

Informazioni Personali
Cognome: 
Pochetti
Nome: 
Silvia
Categoria: 
in deep
Lingua: 
Italiano
Una scena del film: da sinistra Hermione, Harry, Remus Lupin, Ron (di spalle) e Sirius Black

Il nostro interesse principale è quello di essere fedeli ai libri, non in senso letterale magari, ma fedeli nello spirito e di questo siamo particolarmente fieri perché Alfonso ci è riuscito benissimo. Questa è una delle dichiarazioni rilasciate dal produttore David Heyman durante conferenza stampa di presentazione del film Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, terzo adattamento cinematografico dei romanzi della scrittrice inglese J.K. Rowling. Il film, uscito in Italia il 4 giugno 2004 e diretto dal regista messicano Alfonso Cuaròn, racconta il terzo anno di Harry nella scuola di magia e stregoneria di Hogwarts. Sono 366 le pagine che la produzione ha dovuto condensare in circa 130 minuti, ma, nonostante i tagli necessari, il film è considerato dalla critica la trasposizione migliore sia dal punto di vista visivo, che da quello della conformità con il testo narrativo di partenza.

Partendo dal punto di vista cronologico, il film segue perfettamente l'intreccio del libro, ripercorrendo fedelmente il cammino di Harry verso la ricerca di un tassello di verità, fine ultimo di ogni libro della saga e della saga stessa. In questo caso, la verità si traduce nell'incontro di Harry con il padrino Sirius Black, accusato ingiustamente di tradimento nei confronti dei Potter e la scoperta del vero traditore, rimasto per anni nascosto sotto forma di topo nella famiglia del migliore amico di Harry, Ron. Grazie all'uso di un Giratempo, uno strumento in grado di spostarsi nel tempo, Harry riesce a salvare sia il padrino, sia Fierobecco, creatura magica condannata a morte per aver aggredito uno studente. Harry Potter e il prigioniero di Azkaban è molto diverso dai film precedenti, soprattutto dal punto di vista dell'atmosfera che Alfonso Cuaròn ha utilizzato per sottolineare nella sua versione della storia. Nel quadro ideale del regista, dietro ai protagonisti c'è un cielo nuvoloso, un antro oscuro, la roccia viva. La luce, quando è presente, è fioca, rarefatta e spesso viene dalla Luna, nemica del licantropo Lupin, guida dell'Harry della trasposizione cinematografica. Anche nel romanzo la maggior parte delle scene salienti si svolge di notte e questo ha permesso al regista di mettere l'accento sul lato oscuro sia dell'ambiente, sia dei protagonisti che agiscono in esso.

Remus Lupin, il mentore imperfetto
In tutti i romanzi di Harry Potter, la figura del mentore è affidata al Professor Silente, preside della Scuola di Hogwarts. Nella versione cinematografica di Cuaròn le parole di Silente sono invece affidate a Remus Lupin. Questa scelta può essere spiegata in due modi: dal punto di vista pratico, si è cercato di non porre l'attenzione sul cambio dell'attore che interpreta Silente (Richard Harris, il Silente delle prime due pellicole è morto prima dell'inizio delle riprese del terzo capitolo), d'altro canto si può vedere dietro a questa decisione il leitmotiv di tutto il film, cioè lo scavo psicologico. Il personaggio del professor Lupin (interpretato da David Thewlis) viene ritratto da Cuaròn con dovizia di particolari, facendo dell'insegnante licantropo la guida per orientarsi all'interno della natura degli altri personaggi che popolano la pellicola. Remus Lupin è il primo insegnante a prendere il treno per arrivare ad Hogwarts, è vestito di abiti vecchi e consunti. È un uomo giovane ma già segnato da profonde rughe. Sembra debole e troppo magro. Ma già dalla prima scena (l'arrivo dei Dissennatori sul treno) si dimostra un mago forte e sicuro. Remus Lupin è un uomo imperfetto, dotato di un grande senso del dovere ma anche della consapevolezza di essere un pericolo per chi gli sta attorno. Nonostante l'essere un lupo mannaro gli crei molti disagi, il professore aiuta Harry ad imparare l'Incanto Patronus, magia potentissima che gli salverà la vita. Proprio durante queste lezioni, Remus Lupin racconta un po' di sé e del suo passato ad Harry, rendendolo partecipe della sua vita e creando un forte legame tra i due. Cuaròn descrive il suo Lupin come “uno zio affettuoso di cui credi di sapere tutto, salvo poi scoprire che si fa di crack”, sottolineando come Harry si trovi completamente disorientato quando al suo arrivo alla Stamberga Strillante Remus Lupin saluta Sirius Black come un vecchio amico. Alla fine dell'anno, il professore lascia la cattedra di Difesa Contro le Arti Oscure a causa della licantropia, non prima di aver dato ad Harry un'ultima lezione. “Non sei riuscito a niente? Harry, sei riuscito a fare moltissimo! Hai aiutato a svelare la verità, hai salvato un uomo innocente da un destino orribile. Hai fatto tantissimo invece.”

Maghi, ma soprattutto uomini
Come si è già detto, in Harry Potter e il prigioniero di Azkaban lo scavo psicologico dei personaggi è importante quasi quanto lo sviluppo dell'intreccio. Harry Potter sta crescendo, sta entrando nel periodo dell'adolescenza. È un ragazzo inquieto, molto provato da una condanna a morte che sente sempre più vicina, sempre più reale. È un giovane coraggioso e per questo un po' imprudente. Nel protagonista convivono tutte le caratteristiche di un qualsiasi adolescente. Harry prima che un mago è un ragazzo arrabbiato e frustrato dal fatto che troppo spesso gli avvenimenti gli sfuggono di mano. L'incontro con il padrino lo sconvolge: convinto di essere arrivato alla morte, Harry viene catapultato in una realtà parallela, in una vita con un senso diverso. Sirus Black da antagonista diventa amico o, meglio, una sorta di figura paterna fuori dagli schemi. Imprigionato per dodici anni da carcerieri in grado di succhiare l'anima dalle persone, Sirius Black arriva ad Hogwarts sotto forma di cane. Divorato dalla prigionia, il mago è un innocente imperfetto, pronto a vendicarsi nel peggiore dei modi: uccidendo il vero colpevole del tradimento. Gary Oldman, il Black della versione cinematografica, lo rappresenta come un uomo scostante, con atteggiamenti quasi schizofrenici (pensiamo ad esempio alla scena nella Stamberga Strillante), ma dotato di un grande cuore e di un grande senso dell'amicizia. “Sarei morto piuttosto che tradire i miei amici”, urla Black al traditore Minus, convincendo finalmente Harry della sua innocenza. La necessità di condensare tutta l'azione in poco più di due ore ha portato al taglio di tutta la storia della profonda amicizia tra James Potter, Black, Minus e il professor Lupin, ma questa traspare dal grande affetto che il professore e Black dimostrano nei confronti del figlio del loro migliore amico. Uniti fin dai primi anni di scuola, i quattro giovani hanno condiviso anche il dramma della licantropia di Remus Lupin, decidendo di diventare a loro volta degli animali. In Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, anche il topo è uomo. Peter Minus decide di continuare la sua esistenza trasformato in roditore pur di non affrontare gli amici traditi e un padrone dispotico come Voldemort.

I set up perduti
Nonostante il grande impegno nel mantenere intatti tutti i collegamenti della trama principale con le molteplici sottotrame contenute nel romanzo, nel film di Cuaròn ci sono almeno due set up/ pay off che saltano: la profezia della professoressa Cooman e la storia di James Potter. Alla fine di una lezione di Divinazione, materia che studia la predizione del futuro, la professoressa Cooman ferma Harry e gli profetizza il ritorno di Voldemort. Nel film la scena è fine a se stessa e la profezia non viene contestualizzata: il ragazzo, anche se visibilmente scosso, non ne parlerà con nessuno e, a differenza di ciò che accade nel libro, il professor Silente non ne verrà a conoscenza. Questa scena è in realtà un set up raccolto sia nei libri che nei film successivi (uno dei quali incentrato proprio su un'altra profezia della stessa insegnante). Per quanto riguarda il padre di Harry, James Potter, non viene invece detto praticamente nulla di lui. I suoi migliori amici nel film parlano più spesso della moglie, tralasciando il fatto che James sia un Animago, cioè un mago in grado di trasformarsi in un animale, in questo caso un cervo. La mancanza di questa spiegazione fa saltare ben due passaggi: non si spiega né la storia dei Malandrini, soprannome sotto cui si firmano James, Remus, Sirius e Peter né la forma del Patronus di Harry che è proprio un cervo.