Scream 4 : l'insostenibile leggerezza di uccidere

Informazioni Personali
Cognome: 
Lobina
Nome: 
Claudia
Categoria: 
recensione
Lingua: 
Italiano
Scream 4 : l'insostenibile leggerezza di uccidere

L’incipit del quarto (ultimo?) capitolo della saga di Wes Craven è puro metacinema in cui lo spettatore si perde compiaciuto nel confine tra realtà e finzione, complice di uno script che ormai conosce a memoria, ma di cui sembra non avere mai abbastanza.

La povera Sidney Prescott, interpretata da una sofferente Neve Campbell, torna a Woosboro per la promozione del suo libro sui fatti tragici che negli anni passati hanno sconvolto la sua vita e quella della cittadina, credendo che tutto quell’orrore sia ormai acqua passata … peccato che Ghost Face non la pensi come lei. Sarà una strage. Nulla di veramente nuovo nella struttura del film, i continui colpi di scena in cui nessuno è come sembra e i repentini cambi di registro dal semiserio al comico (in)volontario sono vere e proprie “telefonate” che strizzano l’occhio anche allo spettatore più ingenuo. I personaggi sono i soliti stereotipi adolescenziali da film di genere, la ragazza tutta tette e niente cervello, la verginella, i nerd, gli sportivi muscolosi ma tardi e così via. L’unico personaggio con un minimo di spessore è la protagonista, costretta a pagare ancora una volta per “le colpe dei padri”, in questo caso della madre, in un crescendo pseudo-edipico di difficoltà iniziate nel primo capitolo della serie. Infinite e a prova di cinefilo doc le citazioni della saga stessa e del genere horror in generale. Immutata e ormai trasformata in farsa la riflessione sull’influenza (cattiva) di certi modelli cinematografici, ma se i precedenti capitoli erano improntati sull’emulazione dei film horror, qui il discorso si estende all’universo tutto dei mass media e a cosa non si farebbe oggi pur di avere i famosi quindici minuti di popolarità.

Superati i tempi in cui l’assassino chiamava a casa, ora lo stalking è più moderno, le chiamate, ma anche gli sms, arrivano al cellulare. Risaputa l’inutilità della polizia nel genere horror, specialmente quando dovrebbe farti da scorta, ma sicuramente la strage di agenti regala momenti di puro godimento sadico, perché in Scream 4 ci sono più risate che spaventi. Elementi di novità rispetto ai precedenti scary movies di Craven sono dunque una minor tensione (ormai ci si aspetta ogni evento nell’esatto momento in cui accade), più gore (leggermente più violento degli altri tre film) e una critica (condanna) più ampia e diretta alla nostra contemporaneità mediatica. Più profondo e attuale di quanto non sembri a una prima distratta visione.