Zack e Miri - Amore a primo sesso

Personal Infos
Name: 
Aversano
First Name: 
Matteo
Category: 
review
Language: 
Italian
Zack e Miri - Amore a primo sesso

Il sottotitolo italiano, per un film colpevolmente arrivato da noi con tre anni di ritardo, tradisce e sfronda con noncuranza il divertente gioco narrativo che si dispiega davanti all’occhio autoriale, sincero e brillante di Kevin Smith. Per Smith questo è il primo film ambientato al di fuori dei confortanti e familiari confini del cosiddetto View Askewniverse, ossia quella rete di personaggi, situazioni e luoghi ricorrenti nati nell’incubatrice della View Askew Productions. Pur avvalendosi di volti noti come Jason Mewes o Jeff Anderson, Smith si affida per la prima volta all’ingombrante mole di Seth Rogen e alla frenetica silhouette di Elizabeth Banks per portare in scena una commedia vivace, divertente, mai banale e, cosa più importante, dissacrante nei modi e tempi che hanno reso celebre ed apprezzato il regista del New Jersey.

Zack è un annoiato commesso in una caffetteria, tenuto d’occhio da un viscido datore di lavoro e perennemente in bolletta: il suo stipendio finisce dissanguato tra memorabilia e gadget erotici di dubbio gusto; non va meglio a Miri, coinquilina di Zack, anch’essa squattrinata e altrettanto incapace di coprire le spese dell’appartamento che i due condividono. Per puro caso, alla reunion annuale con i detestabili compagni di Liceo, Zack trova l’idea per sollevare le sorti del suo conto in banca: girare un film porno. Spronato dalla prospettiva di facili guadagni, come sottolineatogli dall’amante gay del fu quarterback della scuola (rispettivamente un vulcanico Justin Long e un imbarazzato Brandon Routh), Zack si improvvisa regista hard e, con trascinante passione, mette su una troupe e un cast all’altezza della sfida. Ma (e qui i titolisti italiani puntano direttamente il dito) qualcosa di “inaspettatamente prevedibile” scocca tra Zack e Miri, complicando, così, il compimento dell’opera.

C’è tanto, tantissimo Kevin Smith in quest’opera: non è semplicemente una commedia romantica, è un film d’amore e passione che scende tra le righe della filmografia stessa di Smith: come viene allestito il set definitivo per il film hard è esattamente la soluzione che fu trovata da Smith per girare il suo intramontabile Clerks, così come le aspettative di un giovane regista di porno rispecchiano i desideri e le timide ambizioni cresciute tra gli scaffali del Quick Stop grocery store di Dante e Randall. Zack e Miri è uno sguardo nostalgico che, con il veicolo dell’hard amatoriale (ma non solo...) e l’esplicita sessualità presa in giro con irriverenza adolescenziale, ha il coraggio di sovvertire una sacra regola del cinema d’oltreoceano, ossia l’univoca direzione che va dall’amore al sesso, e quasi mai viceversa: i due protagonisti fanno l’amore in un contesto dove chiunque altro fa spicciolo sesso a favore di macchina da presa e, per assurdo, rovinano così il loro lavoro e il loro rapporto decennale, scoprendo un imprevisto innamoramento.

Kevin Smith, con Zack e Miri, torna ai fasti di Clerks e Dogma, col ritrovato guizzo degli esordi, ma soprattutto esce vincente da una difficile sfida mediatica e da un percorso ad ostacoli continuo che ha visto traballare più volte la distribuzione della sua pellicola, come dimostrato dall’imperdonabile ritardo italiano, fra i tanti. Ma, mai come in questo caso, vale il motto “meglio tardi, che mai”.